Il 7 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Salute, un’occasione per riflettere sull’importanza di garantire l’accesso universale alle cure mediche. In Italia, il sistema sanitario affronta sfide crescenti, tra cui la trasformazione del ruolo del medico di medicina generale, l’aumento della spesa sanitaria privata e l’aumento degli accessi impropri al pronto soccorso. In questo contesto, la telemedicina emerge come una soluzione innovativa per rendere l’assistenza sanitaria più accessibile ed efficiente.
Il cambiamento del ruolo del medico di medicina generale
Il medico di medicina generale (MMG) è tradizionalmente il primo punto di riferimento per la salute dei cittadini. Negli ultimi anni, tuttavia, il suo ruolo è cambiato a causa dell’aumento della domanda di assistenza, della crescente burocrazia e della riduzione del numero di professionisti disponibili. Questa situazione ha portato a una diminuzione della capacità dei MMG di garantire la capacità di filtro, aumentando la pressione su altre strutture sanitarie.
Secondo un rapporto della Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza (SIMEU), al 30 settembre 2024 si è registrato un incremento del 2,2% degli accessi annui al pronto soccorso rispetto al 2023, proiettando il valore annuo a circa 19 milioni di visite. Dal 2020, l’incremento cumulativo è stato del 29%.
La crescita della spesa out-of-pocket e degli accessi impropri al pronto soccorso
Uno degli effetti più evidenti di queste difficoltà è l’aumento della spesa sanitaria sostenuta direttamente dai cittadini (out-of-pocket). Nel periodo 2012-2022, questa spesa è aumentata in media dell’1,6% annuo, per un totale di 5.326 milioni di euro in 10 anni. Nel 2023, la spesa sanitaria pubblica ha raggiunto i 132,9 miliardi di euro (+2% rispetto al 2022), mentre la spesa out-of-pocket è aumentata del 7%, arrivando a 43 miliardi di euro. Questo incremento ha un impatto significativo sulle fasce più vulnerabili della popolazione, che rischiano di rimanere escluse dall’accesso alle cure.
Parallelamente, si registra un numero crescente di accessi impropri al pronto soccorso. Circa il 22% degli accessi totali, ossia 3,9 milioni, sono considerati impropri. Questo sovraccarico mette in difficoltà il sistema ospedaliero, rallentando l’assistenza per le emergenze reali e aumentando i costi per il Servizio Sanitario Nazionale.
La telemedicina come soluzione: il punto di vista della Fondazione Gimbe
Per affrontare queste criticità, la telemedicina si propone come una soluzione efficace. La Fondazione Gimbe ha evidenziato come l’uso delle tecnologie digitali possa migliorare l’accesso alle cure, ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere e garantire una maggiore continuità assistenziale.
Attraverso strumenti come i videoconsulti, il monitoraggio remoto dei pazienti e la digitalizzazione delle prescrizioni, la telemedicina permette di offrire un’assistenza tempestiva, riducendo la necessità di spostamenti e abbattendo le barriere geografiche. Questo modello potrebbe rafforzare il ruolo del medico di base, permettendogli di seguire i pazienti in modo più efficiente e personalizzato.
Conclusioni
Garantire l’accesso alle cure è una sfida fondamentale per il futuro del sistema sanitario italiano. Il cambiamento del ruolo del medico di medicina generale, l’aumento della spesa privata e il sovraffollamento del pronto soccorso indicano la necessità di un’evoluzione nell’erogazione dell’assistenza sanitaria.
La telemedicina rappresenta una risposta concreta a queste problematiche, migliorando l’efficienza del sistema e garantendo cure accessibili per tutti. La salute non dovrebbe mai essere un privilegio, ma un diritto garantito a ogni cittadino.
A cura di Giulia Della Ciana
Direttrice Sanitaria presso Carol